New York fu subito terreno fertile per lo sport della palla arancione, fin da quando alcuni studenti di John Naismith alla YMCA di Springfield non diffusero la novella del loro professore nella Grande Mela.
Il nuovo gioco fu adottato nelle università in alternativa all’amatissimo baseball e al football, e lì rimase, praticato esclusivamente da bianchi, fino a quando…
…fino a quando la popolazione afroamericana, rinchiusa nei ghetti di Harlem e del Bronx, non incominciò ad usare la pallacanestro come mezzo per sfogare la propria rabbia per i soprusi subiti, come mezzo per comunicare con chi non vuol sentire le grida di collera.
Così il gioco, che fino ad allora veniva giocato solo da eleganti damerini nelle migliori università, finiva in mano ai neri, a cui calzava come una seconda pelle.
Per prevalere, infatti, servivano forza, velocità, elevazione e cattiveria; tutte doti che alla popolazione del ghetto di certo non mancavano.
Quasi contemporaneamente, nel 1944, a Charleston, South Carolina, nasce Earl Manigault, ottavo di una figliata nata sotto cattiva stella e abbandonata dai genitori.
La candela della sua vita comincia così ad ardere dai due lati: da una parte diventa un campione, segna 40 punti a partita alla Lincoln High e al Rucker park evoluisce sulla testa di un suo quasi coetaneo, Lew Alcindor, che avrebbe in seguito spopolato nell’Nba sotto il nome di Kareem Abdul Jabbar; dall’altro il fumo, l’alcool e la droga lo porteranno alla morte per arresto cardiaco nel 1997 in un ospedale di Harlem, lo stesso quartiere che lo aveva ha visto crescere, arrivare a sfiorare il cielo con un dito per poi precipitare a terra come una stella cadente.
A memoria di “the Goat”, la Capra, conserviamo il Goat Park, playground tra Harlem e Manhattan fondato per dar vita a un torneo differente da quello del Rucker Park, ormai controllato dalla mafia e dalle scommesse.
Prima e dopo Earl Manigault, New York è stata teatro di molte altre leggende del playground: Fly Williams, Pee-wee Kirkland, Connie Hawkins, Lloyd Daniels.
Tutti con un destino in comune: re in città, scacciati come lebbrosi dai pro.
New York è crudele, ti illude e poi ti strangola tra la miseria dei suoi quartieri poveri.
Lew Alcindor, o, se volete, Kareem Abdul Jabbar, ha superato questa maledizione allontanandosi dalla città il prima possibile: studiando ad Ucla, dalla parte opposta degli States.
Se gli domandate, ancora adesso, quale sia il miglior giocatore che abbia mai visto, egli non vi dirà Michael Jordan o Magic Johnson, ma Earl Manigault; lo stesso che gli decollò sulla testa, quella sera al Rucker Park.
I discendenti di quelle persone che per prime usavano il basket come sfogo oggi dominano la pallacanestro che conosciamo, a qualsiasi livello; ma se possiamo vedere Stephon Marbury o Allen Iverson lanciare no-look assassini ai compagni, lo dobbiamo anche alle prime superstar – quelle vere - dei playground newyorchesi
I PLAYGROUND PIU' FAMOSI
New York :
Come detto in precedenza i playground più famosi si trovano a New York e si conoscono maggiormente il ”Soul in the Hole” (Anima nel buco),il quale si trova sotto il livello della strada vicino a Brooklyn e nel quale è meglio non avventurarsi ma che ha sfornato campioni come Fly Williams e Booger Smith,poi il “St. John’s Recreation Center”,anch’esso situato a Brooklyned è stato trampolino di lancio per alcuni campioni quali Connie Hawkins, Fly Williams, i fratelli King e World Free;poi vi è il “Lost Battalion Center, situato nel Queens,qui esplosero Kenny Smith e Kenny Anderson. Tra i più importanti non può mancare l’ “Holcombe Rucker Park” che si trova ad Harem e nel quale vi fu il primo Rucker Tournament della storia nel quale parteciparono Earl Manigault, Pee Wee Kirkland e Connie Hawkins. La particolarità del Rucker Park è che si potevano sfidare le grandi stelle del basket NBA con le stelle del playground infatti si videro emozionanti partite quali Joe Hammond vs Julius Erving aka Doctor J e Earl Manigault vs Wilt Chamberlain a cui The Goat schiacciò in testa! Infine c’è il Tompkins Square Park ovvero il regno del basket sui pattini in linea.
Philadelphia :
Qui di playground di grande rilevanza vi è solo il “The Sporting Club at Bellevue” solo che che non si può parlare propriamente di street ball poiché qua vi giocano le più grandi star del passato NBA quali Maurice Cheeks e Julius Erving.
Chicago :
Vi è conosciuto solo il “Foster Beach” dove vi giocavano Nick Anderson, Kendall Kill e Tim Hardaway quando non erano ancora famosi.
Detroit :
Nella città industriale il più famoso playground è il “Saint Cecilia’s”;non vi è molto da dire su questo campo ma qui vi hanno giocato i migliori giocatori della zona quali Chris Webber e Gorge Gervin.
Los Angeles :
Qui vi è il “Venice Beach Courts” che è il più famoso playground della West Coastcostruito sul lungomare del Venice Beach e nel quale vi hanno giocato per un certo periodo Kobe Bryant e Chris Childs;poi c’è anche il “Rogers Park” situato a Inglewood,il quale ha visto passare giocatori come Byron Scott e Harold Miner…caratteristica di questo campo è che i canestri sono leggermente più bassidel regolamentare con conseguente abbondanza di schiacciate!
Earl Manigault
Earl Manigault nasce nella Carolina del Sud,precisamente a Charleston,nel 1944.Nel lontano 1944 ancora non si sapeva che egli sarebbe potuto diventare,non solo il cestista,ma il più grande atleta di tutti i tempi…THE GOAT!!!
Il piccolo Earl nasce da una famiglia afroamericana poverissima e, siccome era l’ultimo di nove fratelli,lo abbandonarono per strada.Nei suoi primi 7 anni di vita earl non vive di certo una vita felice; negli anni seguenti venne preso in adozione dalla signora Mary Manigault, che offre al ragazzo tutto ciò che può in base alle sue risorse finanziare. Successivamente il piccolo Earl e la madre adottiva Mary si trasferiscono a New York,precisamente ad Harem, la città del basket oltre che della droga….comunque nonostante le pessime condizioni in cui vivevano i 2(casa in legno senza acqua ed elettricità),anche perché la signora Manigault aveva da poco trovato lavoro in una lavanderia e non si poteva permettere molto, Earl,che tutti credevano muto a causa del suo distacco dal mondo,scoprì il basket,quel gioco che lo incoronò più tardi come “il Re di Harlem”.Negli anni successivi e con lui anche la sua classe cestistica,infatti con la sola altezza di 1.65 metri riusciva a schiacciare con 2 palloni da pallavolo contemporaneamente!!!In questi anni Earl si esibisce sia con la squadra della scuola, Franklin High School, che sui playground newyorkesi diventando il più forte,anche di Conni Hawkins e di Lew Alcindor (Kareem Abdul Jabbar)e proprio sui quei campetti conosce Helcombe Rucker,scopritore di talenti per il basket professionistico americano.Quest’ultimo ,dopo aver notate le straordinariepotenzialità di Earl,che erano aliene,e dopo che GOAT fosse incoronato “Re di Harlem” (nel luglio del ’66 a Riis Beach nel Queens,schiaccia salendo tra due avversari torreggiantiguadagnando oltre 30 cm su di loro….quei due avversari si chiamavano Conie Hawkins e Lew Alcindor e questo dice tutto!! Viene incoronato il “Re” anche perché durante una partita per la scuola schiaccia salendo sopra i 4 metri e perché ha brevettato la “DOUBLE DUNK” la quale consiste nello schiacciare con una mano e rischiacciare dopo aver recuperato la palla dalla prima schiacciata…tutto ovviamente in aria!! E poi come dimenticare la schiacciata a 720° la quale consiste in una schiacciata dopo aver girato in aria ben due volte su sé stesso!)decise di mandarlo in una scuola migliore dove avrebbe potuto studiare meglio (la Johnson C.Smith University)nella quale giocherà anche a basket sotto coach McCollough,un pessimo allenatore che sarà in parte la sua rovina.Nel Natale del ’66 Earl torna ad Harem per un break festivo e dopo una partita al Rucker Park, il più famoso della Grande Mela, il ragazzo inizia la sua autodistruzione scoprendo la polvere bianca “the great white lady”, l’eroina!Da quel momento The Goat non sarà mai più quello che vedevano volare sui playground newyorkesi ma solo un tossicomane. In questi anni lascia la moglie Yvonne a cui lascia anche il loro figlio Darrin, e viene arrestato e rinchiuso più volte in prigione con l’accusa di spaccio e di furto.La sua carriera era ormai finita, anche se nel ’71 viene chiamato per un try-out dagli Utah Stars dell’ABA, ma Earl, ormai bruciato dalla droga, non saltava più come prima e non era in grado di giocare ad alti livelli.Ad un certo punto però Earl si accorge che quella vita non fa per lui e cerca di tornare alla vecchia esistenza, infatti inizialmente diventa custode di un campetto che poi prenderà il suo nome, poi inizia il suo torneo per allontanare i ragazzi dalla droga(il famoso THE GOAT TOURNAMENT WALK AWAY FROM DRUGS), ed allena anche una squadra che poi vincerà il titolo proprio in quell’anno.
Purtroppo nel maggio 1998, nello stesso giorno in cui muore Frank Sinatra, si spegne anche lui “ Il Re Buono”, “L’unico che poteva andare in giro per Harem senza un penny in tasca ed avere ciò che voleva”, “Il Re di Harlem”, “La Capra”, “The Goat”, il giocatore più del mondo in ambito cestistico, meglio di Michael Jordan o di Kareem Abdul Jabbar, il vero e unico “Alieno”…L’uomo che voleva sedersi sul ferro e non ce la fece per pochi centimetri…
Altri giocatori
Questi sono i miglior e più conosciuti giocatori di playground statunitense :
STEVE SPACE
La leggenda di Steve Space nasce a Chicago, dove si trova il famoso Franklin Park Recreation Center, campo dove sono cresciute leggende della strada come Lamarr Mondane e Billy "The Kid" Harris (che Steve andava a vedere quando era ancora un bambino) e giocatori NBA del calibro di Mark Aguirre e il grande Isiah Thomas.
Nella storia ancora più recente questo campo è famoso per essere stato il primo ad assistere all'accoppiata Garnett-Marbury.
I più attenti avranno pensato "cosa c'entra Steph, è di NY ". Giusto, ma Steph per un breve periodo fu ospite di KG(Kevin Garnett) che lì faceva l'ultimo anno di High School alla Farragut Academy.
Dopo aver introdotto l'importanza del campo in cui si esibiva torniamo a Space. Era un point-guard di 1.85, con due gambe di una potenza rara ma il fatto che non andasse mai a scuola non lo aiutò certo nel mantenere l'eleggibilità che però alla fine riuscì ad ottenere e che gli servì per essere chiamato dalla University of Seattle la quale però chiuse la squadra di basket poco dopo averlo reclutato.
Space da allora cambiò ben 3 college ma per mancanza di disciplina non riuscì mai a sistemarsi; durante l'estate però continuava a giocare presso il Malcom X College contro gente che aveva sfondato.
L'episodio più celebre che racconta la grandezza di Steve Space avvenne nel 1987, quando in contropiede si trovò di fronte a Byron Irvin, allora giocatore NBA di Portland, ecco come viene raccontata la sua strepitosa giocata: <<con una mano afferrò il pallone, lo portò dietro alla schiena, con un rapido tocco delle dita lo spedì in aria, davanti a sè, oltre Irvin. Con un salto, raggomitolando le gambe, saltò sopra il difensore, raccolse ancora la palla e decollò in cielo per schiacciare<<.
In quella partita giocava nientemeno che Tim Hardaway, il quale lo definisce il più grande canestro che abbia mai visto.
Il punto più alto della carriera di streetballer di Space fu quando la Nike lo ingaggiò per uno spot con il migliore di sempre, Michael Jordan. Vennero messi contro e giocarono, 1 contro 1. La vittoria andò a MJ ma vinse solo 12 a 8.
RAY LEWIS
Dopo Manigault è stato probabilmente il migliore giocatore di playground mai esistito. E' nato a nel ghetto di Watts a Los Angeles negli anni '60. Era alto 1.85 per 75 chili di peso. Condusse la sua High School a 3 titoli di stato consecutivi; Lewis era un attaccante assolutamente immarcabile perché poteva battere qualsiasi giocatore direttamente dal palleggio, trattava la palla come uno yo-yo senza perderne mai il controllo e tirava da fuori come nessuno in quei tempi in cui il tiro da 3 non era ancora stato inventato. Dicono che al playground tirasse da 10-12 metri con una rapidità d'esecuzione impressionante come se fosse la cosa più naturale del mondo. Dicono che in una partita segnò tutti i punti della sua squadra senza eseguire neanche un passaggio. Quando si trattò di scegliere il college scelse quello che gli offriva l'auto migliore e andò a California State dove diventò capocannoniere di tutto il paese. Dopo 2 anni venne scelto da Philadelphia e nel camp pre-stagione ridicolizzò niente meno che Doug Collins che era stata la prima scelta assoluta e faceva parte della nazionale USA. Ormai tutti dicevano che Lewis sarebbe stato il miglior rookie e così Ray volle cambiare il contratto con i 76ers, ma questi rifiutarono la richiesta. Ray Lewis non ci pensò due volte e prese il primo aereo per Los Angeles credendo che i dirigenti di Philadelphia avrebbero ceduto ma non fu così e Lewis non giocò mai nella NBA. Ora nessuno sa che fine abbia fatto.
SPEEDY WILLIAMS
E' il Manigault degli anni '90 e oggi ha 32 anni. Continua, da quando aveva 16 anni, a giocare per vincere scommesse. Il tutto è incominciato quando un ragazzo di 1.98 pensò di poter facilmente battere Speedy (che era alto 1.75) e quindi scommise 150 dollari su chi sarebbe arrivato prima a 11 canestri. Speedy vinse 11-3 ed in quel momento cominciò la sua carriera. Oggi gioca centinaia di 1 contro 1 al giorno per 200 dollari a partita; da Brooklyn ad Harlem è un idolo e la gente lo indica per strada quando lo vede. Ha ricevuto offerte da squadre, di college prima, e di NBA e CBA poi, ma non è mai durato abbastanza per avere un contratto, infatti si presentava sempre in ritardo e non gli interessava più di tanto. Il suo vero interesse è giocare nei campi di strada dove è una stella e dove il suo pezzo forte è il palleggio tra le gambe dell'avversario. E' stato chiamato anche dagli Harlem Globetrotters ma non ci è mai andato perché preferisce restare a giocare tra le strade di New York fino a che le gambe gli reggeranno o fino a che qualche scommessa non finirà in tragedia come spesso succede.
JOHN STAGGERS
Alla fine degli anni '80 era il migliore giocatore di Los Angeles e come gioco ricordava molto Charles Barkley; nel suo ultimo anno di High School giocò 3 posizioni diverse e segnò oltre 25 punti a partita. Venne incluso tra i primi 20 prospetti d'America insieme a gente come Mourning, Kemp e altri. Andò al college di Texas El Paso ma i suoi voti peggiorarono perché preferiva passare i pomeriggi al campetto piuttosto che sui libri e così si dovettero procurare dei voti. Il college venne scoperto e sospeso per 2 anni e Staggers venne scaricato fino a che non fu costretto a tornarsene a casa e a dimenticarsi una carriera NBA. Infatti finì in un college nello Utah dove viaggiava ad alte medie ma venne scoperto un altro studente a sostenere i suoi esami e così scese ancora di livello andando a giocare in uno sperduto college nello stato di Washington. Proprio nel periodo del college texano il suo migliore amico era Tim Hardaway, il quale veniva letteralmente massacrato da John negli 1 contro 1 (a dimostrazione del suo talento), si diedero appuntamento nella NBA, ma purtroppo solo Tim ci arrivò. Oggi Staggers ha 30 anni e gioca a Los Angeles in un playground, sulle rive dell'oceano Pacifico, per scommesse ovviamente.
NICK “TRICKY” McNICKLE
Di lui non c'è molto da dire; non ha vissuto brutte avventure o cose simili, anzi, ha avuto una gioventù tranquilla e serena, trascorsa nei playground di Riverdale, un quartiere abbastanza sicuro del Bronx. Lo si vuole ricordare per un motivo: è stato il migliore playmaker bianco che abbia mai calcato i campi di New York. Era alto appena 1.75 ma schiacciava come pochi; una volta, durante il riscaldamento di un All Star Game dei playground di New York, si esibì in rapida successione in una schiacciata, quella in cui il giocatore vola con la palla tenuta alta e poi affonda all'ultimo istante, in una rovesciata con giro di 180° a due mani, in una schiacciata raccogliendo la palla dal tabellone, e in un giro di 360° con affondata finale. In quell'ASG segnò il canestro che portò la gara all’ OT che poi risolse in prima persona guadagnandosi la palma di MVP. Oggi McNickle vive con moglie e figli ma non è mai diventato un giocatore NBA, forse perché non aveva tutte le qualità o forse perché non gli è mai interessato.
RONNIE “PACE” FIELDS
Secondo molti questo è il miglior prodotto della città del vento (Chicago); basti dire che Michael Jordan, vedendolo giocare, disse che aveva un talento mostruoso. Il suo problema è che ha fatto di tutto per rovinarsi con le proprie mani, e ci è quasi riuscito. Tra i vaari problemi ha rischiato di finire in carrozzina per un incidente stradale ed è stato accusato di violenza carnale. ma la sua classe si diceva assomigliasse a quella di Stephon Marbury o Kevin Garnett. Una volta è riuscito a raccogliere 3 monetine sul bordo alto del tabellone. Avrebbe anche potuto giocare nell'NBA ma non superò i test per il college e dopo l'accusa del tribunale per violenza carnale dovette venire a giocare in Europa. E' stato in Turchia e probabilmente ve lo ricordate per poco tempo (e con poco successo) anche a Verona.
LAMARR MONDANE
E’ il giocatore di playground più famoso che c'è a Chicago ed oggi ha circa 50 anni; il suo soprannome era ''money'' ed ora vi racconto perché. Questo giocatore si differenzia dagli altri per il semplice fatto che non è diventato famoso grazie a spettacolari schiacciate o memorabili numeri da acrobata, la sua specialità era infatti il tiro, e si è fatto conoscere da tutti per la facilità con cui riusciva a segnare dalla distanza. Da qui è nato il suo soprannome, infatti per lui ogni canestro erano soldi (money in inglese). Si dice che una volta abbia segnato 12 tiri da 3 punti consecutivi e poi se ne andò in panchina dicendo che non voleva esagerare, c'è chi racconta che giocasse partite segnando solo ad occhi chiusi, tanto era perfetto il suo tiro, per umiliare gli avversari. Una volta la Reebok lo scelse per un suo spot e perfino Danny Ainge quando tirava gridava ''Money'' per imitarlo. Poi Mondane andò al college dove segnò circa 30 punti di media ma non andò mai nell'NBA per un motivo molto semplice: sapeva solo tirare; il suo tiro era perfetto ma tutto il resto era a livello di un giocatore amatoriale e da allora non se ne sa più niente.
Altri giocatori:
Joe ''Jesus'' Washington, conosciuto nei playground di New York perché si dice che saltasse tanto in alto che gli avversari riuscissero a leggere il numero delle sue scarpe sulle suole. Ben Wilson forse il migliore giocatore che sia nato a Chicago e che si diceva che fosse una via di mezzo tra Magic Johnson e George Gervin ma che morì per una stupida lite finita in tragedia come spesso succede per le strade.
Clifford Allen di Los Angeles, alto 2.08 ma veloce e agile come uno alto 1.70, una volta in una partita di High School staccò dalla linea del tiro libero e frantumò il tabellone; ma i suoi problemi comportamentali gli fecero trascorrere l'adolescenza dentro e fuori dai riformatori e gli fecero lasciare il college dopo solo un mese e finì a giocare in Florida nella CBA; ma ancora prima di poter giocare venne accusato e condannato a 45 anni per omicidio.
Cliff ''Chain'' Williams nato a Detroit; era così povero che si allenava con un pallone sgonfio; in una partita di High School segnò 63 punti tirando in tutti i modi; di lui si ricorda inoltre che in un playground vinse una partita da solo contro 5.
Billy ''The Kid'' Harris nato negli anni '60 a Chicago; dicono che abbia schiacciato per al prima volta quando andava alle elementari e venne scelto dai Bulls ma venne subito rilasciato così che finì la carriera a giocare nelle summer leagues scaricando la sua rabbia contro i giocatori dei Bulls che gli si presentavano davanti (dicono che segnò più di 40 punti contro Jerry Sloan e Norman Van Lier).